
Ieri, 28 agosto, a Mignanego, in occasione della festa patronale, si è svolta la simpatica e ormai tradizionale sfida “Stato contro Chiesa”, una partita di calcio che ha visto scendere in campo politici, amministratori e rappresentanti del mondo religioso genovese.
Da una parte la formazione dello Stato, guidata dal sindaco di Mignanego Michele Malfatti; dall’altra la Chiesa, allenata dal parroco don Giacomo Chiossone e composta da sacerdoti, frati e suore.
A rappresentare il nostro Istituto Maria Ausiliatrice di Genova c’erano suor Anna Maria Spina, suor Giorgia Mucedero e suor Monica Lamandini, che hanno accettato con entusiasmo di mettersi in gioco e condividere una serata di festa con la comunità.
Un applauso speciale va proprio a suor Monica, portiere della squadra della Chiesa. Con grinta, concentrazione e un pizzico di coraggio, ha sfoderato numerose belle parate, diventando una delle protagoniste più applaudite della serata. Vederla con i guanti da portiere è stata un’immagine insolita e molto simpatica che rivela la capacità di esserci, di partecipare e di condividere con semplicità.
Per chi incontra le nostre suore quotidianamente nel loro servizio educativo e pastorale, vederle con la divisa da calcio e, nel caso di suor Monica, con i guanti da portiere, è stata certamente un’immagine molto bella che ci aiuta a capire che nella vita, come nello sport, occorre avere il coraggio di mettersi in gioco, di stare dalla parte degli altri, di provare a fermare ciò che sembra difficile e, quando si cade, avere la forza di rialzarsi. Vederle in campo ci ha donato un’immagine profondamente coerente con quello che sono: donne capaci di stare in mezzo alla gente, condividendo con semplicità anche i momenti di festa.
La partita si è conclusa 8-8, per poi decidersi ai rigori con la vittoria della squadra dello Stato. Ma, al di là del risultato, a vincere è stato soprattutto lo spirito della serata: stare insieme, divertirsi e condividere un momento di festa al di là dei ruoli e delle appartenenze.
Per una sera, politici, sacerdoti e religiose sono stati semplicemente compagni e avversari di gioco. E le nostre suore hanno saputo interpretare perfettamente questo spirito, con la loro consueta semplicità e disponibilità.
In fondo, anche questo è lo stile del Maria Ausiliatrice: esserci, partecipare, condividere e, quando capita, anche indossare una divisa da calcio!
Grazie, suor Anna Maria, suor Giorgia e suor Monica, per esservi messe in gioco e averci regalato una serata così speciale. E grazie soprattutto a suor Monica per le sue splendide parate!

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